il piano regolatore di Cesare Beruto @ la triennale
pubblicato da admin il 07 maggio 2012 in arte e design

Nel 1884 il Comune di Milano adotta il piano regolatore redatto da Cesare Beruto che, con la sua estensione nel 1912 e qualche aggiustamento negli anni Trenta del Novecento, configurerà il volto della Milano che conosciamo fino al 1953.
Da sessant’anni questo piano è stato considerato “superato” e visto come un reperto antiquario, mentre in altre città europee i piani regolatori dell’Ottocento venivano presi con successo a modello – a Barcellona, a Monaco di Baviera – per progettare con continuità anche la città più recente.
Questa mostra intende far conoscere meglio questo piano regolatore perché possa costituire anch’esso una consapevole fonte di ispirazione per disegnare con maggiore consapevolezza anche la Milano del futuro.
[fonte: Triennale.it]
comunicato stampa
A Milano se non abitate all’interno della Cerchia dei Navigli la città nella quale vivete con le sue strade larghe, i viali alberati, le belle piazze con fontane, monumenti e edifici pubblici è nata dopo il 1884 per opera del piano redatto da Cesare Beruto e questa mostra all’impluvio della Triennale organizzata e voluta dalla sezione di Milano di Italia Nostra è il riconoscimento che gli dobbiamo.
Il disegno di questo piano è stato così incisivo da reggere con successivi piani regolatori fino al 1953 mentre Milano passava da 214.000 abitanti a 1.275.000; ha retto anche a due guerre mondiali, dal trasporto solo privato al trasporto pubblico con tram a cavalli che tiravano le vetture su binari, nato nella nostra città proprio nel 1884.
Ha retto anche ai bombardamenti tra il ’42 e il ’45 che hanno colpito molto il centro storico e molti edifici industriali ovunque e intere strade oltre i bastioni.
Il centro storico non ha retto alla ricostruzione legato com’era ad antichi percorsi inutilizzabili per la ricostruzione: un esempio tra i tanti via Albricci, via Larga, la Cerchia dei Navigli.
Il disegno di Beruto, indifferente alla qualità architettonica e alla destinazione d’uso dell’edificato si è prestato prontamente alla ricostruzione: via Ripamonti, via Padova, viale Corsica.
A Beruto dobbiamo la costruzione della prima circonvallazione, San Michele del Carso, viale Coni Zugna, e il suo ampliamento ottenuto demolendo i Bastioni costruiti dagli spagnoli nel 1560, progettualmente pensato da Beruto per dotare la città di un anello verde con pubblico passaggio (ora corso di Porta Vercellina, viale Papiniano).
Anche la circonvallazione esterna dobbiamo a lui (via G.B. Pergolesi, via Tonale, via Stelvio etc.) progettata con una larghezza di 40 metri destinata a contenere la città fino al 1950.
Importanti sono le sue modifiche ai tracciati del centro storico per spostare il baricentro della città da piazza del Duomo a piazza Cordusio. Aprendo via Dante avvicinava il Castello Sforzesco al Duomo e costruendogli il Parco attorno progettava il vero cuore verde della città.
Troverete esposti tutti i progetti di Beruto nella loro dimensione originale, gli schizzi allegati al piano con le diverse versioni del Parco Sempione, la piazza del Duomo come mai l’avreste pensata, perfino con il municipio davanti al Duomo. Troverete i piani per Milano successivi a Beruto dal 1909 in poi. Ed anche il confronto con le città europee che hanno avuto nella stessa epoca piani regolatori con la medesima forza d’immagine del nostro Piano Regolatore.
Oggi, 7 maggio, l'inaugurazione, alla presenza di Claudio De Albertis, presidente della Triennale, Alberto Ferruzzi, Italia Nostra onlus sez. di Milano, curatore della mostra, Marco Romano, curatore della mostra, e Guido Martinotti, piano e sviluppo.
Triennale di Milano
Viale Alemagna, 6, 20121. Milano.
T. +39 02 724341


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