Alla scoperta dei vini dell'antica Enotria

STRAORDINARI
az. agr. santa venere
i gioielli della famiglia Scala
Alla scoperta dei vini dell'antica Enotria

Furono i greci a chiamare questa terra con il nome di Oinotròi (Enotria), il cui nome rimanda immediatamente al vino.
La produzione è limitata a poche zone dedicate: il terreno è principalmente collinare e montuoso, poco consistente e fertile, e la pianura si ritaglia solo l'8% del territorio. Qui si concentra la produzione vinicola: sulla costa ionica e nell'entroterra fino alle prime pendici della Sila, tra Cirò e l'isola di Capo Rizzuto, si coltivano prevalentemente uve di Gaglioppo (da cui si ottengono il Cirò erritorio fertile e adatto alla coltivazione della vite, la Calabria era votata alla produzione vinicola già durante la Magna Grecia, quando i suoi vini venivano offerti ai vincRosso e Rosato e il Melissa Rosso); più a sud, nei dintorni di Bianco all’Aspromonte, viene coltivato il vitigno Greco (padre di numerosi vini DOC, tra cui l'omonimo Greco Bianco, il Bivongi, il Cirò Bianco e il San Vito di Luzzi), mentre nella zona di Lamezia si trovano i tradizionali vitigni a bacca nera di Nerello Mascalese.
Nell'antica terra di Cirò, dal 1600 la famiglia Scala conduce l'azienda agricola Santa Venere , che prende il nome dal torrente che attraversa la pianura, oggi anche agriturismo e allevamento di cavalli di razza. Tra i vini, tutti prodotti biologicamente (l'azienda è certificata AIAB), spiccano uno straordinario Santavenere Cirò bianco che nel 2006 ha ottenuto l'Oscar qualità-prezzo del Gambero Rosso, un vino dal delicato profumo di albicocca prodotto biologicamente, e il Federico Scala, ottenuto unicamente da uve Gaglioppo, robusto ed elegante, invecchiato in barriques di rovere.